Sanità, in Provincia la «maratona» politica dei consigli congiunti
A cura della Provincia di Pesaro e Urbino
PESARO
– Il consiglio provinciale e i consigli comunali di Pesaro e Fano, in
seduta congiunta, cercano la quadratura del cerchio su Ospedali
Riuniti. E delineano il futuro della nuova azienda ospedaliera: “E’ un
tema strategico per lo sviluppo territoriale, una vera e propria
riforma che ha messo in discussione la visione incentrata sul polo
anconetano – ha sottolineato il presidente della Provincia Matteo Ricci
-. Ed è per questo che il processo ha incontrato resistenze, anche
trasversali, in consiglio regionale. E’ un modello nuovo, pensato per
ridurre la mobilità passiva e sostenere le eccellenze. Positivo
l’approccio di Aguzzi e Ceriscioli: se non c’è dialogo tra Fano e
Pesaro, assistiamo all’impoverimento dello sviluppo territoriale”. La
sfida è indebolire il campanilismo: “Su Ospedali Riuniti non c’è stata
la sollevazione delle aree interne – ha detto Ricci -. Perché si è
capito che il progetto non toglie niente a nessuno. Mentre aggiunge
valore a tutti. E anche gli ospedali dell’entroterra potranno giocare
il loro ruolo all’interno del nuovo sistema. Bisogna andare avanti
insieme, senza giocare in difesa: integrazione e gestione unica sono
state avviate. Il prossimo passo è concretizzare l’atto aziendale. Se
il nuovo modello funzionerà al meglio saremo anche in grado,
successivamente, di ragionare sulle strutture. Senza accelerare i
tempi”. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Pesaro Luca
Ceriscioli: “Abbiamo visto i limiti del sistema sanitario incentrato su
Ancona. Che non è riuscito a frenare la mobilità passiva. Con Ospedali
Riuniti vogliamo ampliare ulteriormente la qualità dei servizi offerti.
Siamo già orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto: col percorso
intrapreso possiamo massimizzare i risultati per i cittadini. La
volontà della Regione può essere guidata dalla coesione delle due città
e del territorio: la pari dignità, sottolineata dalle mozioni approvate
nei consigli comunali, è la condivisone dei passi successivi del
processo”. Ha aggiunto il sindaco di Fano Stefano Aguzzi:
“L’innovazione è utile e abbiamo avuto un approccio costruttivo, fin
dall’inizio, verso la nuova legge regionale. Anche perché era chiaro
che chi si contrapponeva all’evoluzione avrebbe ottenuto il minimo. Ora
Fano vuole essere protagonista, al pari degli altri soggetti coinvolti.
Allo stato attuale la normativa regionale è una cornice. Che deve
essere riempita di contenuti. Se tutto rimane come adesso l’azienda
unica è solo un aumento di costi. Vogliamo capire come saranno
distribuite le eccellenze nelle due città. E comprendere se il
dibattito è su Ospedali Riuniti o sul nuovo ospedale unico. Se si pensa
all’ospedale unico, non può essere quello attuale di Pesaro. Perché non
ha le caratteristiche logistiche e infrastrutturali necessarie. Ma
prima di parlare di nuovo ospedale dobbiamo cominciare a convivere. A
partire dall’integrazione”. In sala Pierangeli è stato Carmine Ruta, il
direttore generale pro tempore della neonata azienda ospedaliera, ad
illustrare il “Piano di sviluppo Marche Nord: “Dobbiamo partire
dall’analisi dell’esistente – ha evidenziato-. L’obiettivo è passare
dall’attuale 33.1% dei ricoveri chirurgici residenziali nell’area vasta
al 66.9%. E’ necessario sviluppare la chirurgia ad alta complessità. Il
problema non è discutere dell’ospedale unico, ma garantire percorsi
veloci di accesso per i cittadini. Verticali e orizzontali. La
cardiochirurgia deve essere fatta in ambiente adeguato, ottimizzando
gli spazi. E le strutture ospedaliere di Pesaro e Fano, in questo
senso, presentano criticità di spazi, troppo dislocati tra loro. E sono
simili nei contenuti: replicano lo stesso modello di produzione,
strutture e tecnologia. L’altro problema è la medicina molecolare, che
va fatta in ambiti idonei.”. Poi la maratona politica con gli
interventi dei capigruppo e dei consiglieri. Chiusa dall’assessore
regionale Almerino Mezzolani: “Il documento approvato dai due consigli
comunali è un atto di responsabilità. Che fornisce la traccia
amministrativa sulla quale i tecnici lavoreranno per articolare e
definire i reparti. Sulla base di una condivisione con gli enti locali
per lo sviluppo di Ospedali Riuniti”. Sulla nomina del direttore
generale: “Ci sono state, da più parti, dichiarazioni fuori luogo. Non
c’è nessuna frenata: è stato un atto istituzionalmente corretto. E
fatto per rispettare la volontà degli elettori”. Capitolo Asur
provinciali: “Si fanno discussioni preconcette: c’è la necessità di un
aggiustamento e dobbiamo potenziare le aree vaste, a partire da quello
che abbiamo fin qui costruito. Ma non possiamo ricadere nella
frammentazione del passato. Che ha prodotto problemi gravi”. C’è la
questione del nuovo ospedale: “Si è colta la maturazione del dibattito
– ha concluso Mezzolani -. Ed è il segno di quanta strada abbiamo
fatto. Per adesso, ritengo sia prematuro parlarne. Anche se sono
disponibile a ragionarci sopra, insieme alle due città e al territorio,
quando ci saranno progetti concreti. Perché la politica non può
sottrarsi ai nodi. Finora, tutto il processo è stato gestito con sano
realismo e ha garantito l’equilibrio della sanità provinciale”.